Consegnato alla città il Mudit, la casa degli illustri tarantini

25/10/2022

Inaugurazione Mudit

La casa dei tarantini che hanno fatto la storia della città, un luogo di cultura e incontro, un esempio di rigenerazione urbana che farà scuola.

Il Mudit, il “Museo degli illustri tarantini”, ha aperto al pubblico e inizierà, da subito, a esprimere tutte queste vocazioni. Con la cerimonia di inaugurazione, cui hanno partecipato il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e tanti altri tra amministratori, operatori culturali e semplici cittadini, il contenitore realizzato negli spazi della masseria Solito viene consegnato alla città dopo un lungo e meticoloso lavoro di riqualificazione.

Un intervento finanziato dalla Regione, attraverso il bando “Community library”, investendo circa 2 milioni di euro che hanno consentito di recuperare lo storico immobile, già salvato in passato dalla speculazione edilizia, restaurarlo e farne un luogo di approfondimento storico e sociale, con una biblioteca e un percorso museale multimediale che non ha eguali in Italia, frutto della sinergia tra amministrazione comunale, comitato scientifico, centro studi “Cesare Giulio Viola” e cooperativa Museion, quest’ultima soggetto che gestirà i servizi all’interno della struttura.

«Oggi abbiamo scritto un capitolo importante del nostro percorso di rinascita – le parole del sindaco Melucci – il Mudit è un’opera-simbolo per le nostre amministrazioni, perché l’abbiamo accompagnata sin dalla prima idea progettuale verso questa giornata. Questo luogo integra l’offerta culturale della nostra città, perché farà sistema con la vicina biblioteca comunale “Pietro Acclavio” e sarà un ulteriore attrattore per il quartiere, insieme con la Concattedrale. Ci auguriamo che i tarantini affollino questi spazi, che scoprano le storie e le gesta dei loro concittadini di ogni epoca e, attraverso esse, l’epopea di una città che sta tornando a splendere. Grazie a tutte le persone che hanno reso possibile questo risultato, quindi, è un successo che l’intera città deve festeggiare».